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Aggiornato il: 23 ago 2020

L'Eco di Bergamo, il quotidiano dei bergamaschi, ha dedicato ampio spazio alla nostra iniziativa



"La città si trasforma in un libro, aperto agli occhi del mondo". Comincia così l'articolo - a firma Isaia Invernizzi - che ci viene dedicato da L'Eco di Bergamo

Di seguito l'intero articolo apparso su L'Eco di Bergamo nella giornata di martedì 23 aprile, a firma Isaia Invernizzi.


La città si trasforma in un libro, aperto agli occhi del mondo. È il sogno di Carmina Muralia, un’associazione no profit che ha lanciato un’iniziativa davvero ambiziosa: impreziosire i muri di Bergamo con la poesia. Non è difficile da spiegare, soprattutto se si conosce la città che ha ispirato questo progetto. Si tratta di Leida, famosa in tutto il mondo non solo per aver dato i natali a Rembrandt, ma anche per «Gedichten op Muren», «Poesie su muri» appunto. Tutto nasce nel 1992 quando a 100 anni dalla nascita della poetessa russa Marina Tsvetajeva uno dei suoi capolavori venne scritto su un muro per cercare di renderlo più gradevole rispetto al grigiume che lo caratterizzava. Da lì, poesia dopo poesia, sono diventate circa 130 e ora costituiscono un vero e proprio itinerario tu- ristico molto curioso e apprezzato.


La nuova associazione

Il giornalista bergamasco Cristian Sonzogni e la compagna Anna Yakunina vogliono riproporre la stessa idea a Bergamo e per farlo hanno fondato un’associazione chiamata «Carmina Muralia». «Ho vissuto in Olanda un anno e mezzo vicino a Leida e questa iniziativa mi ha affascinato fin da subito perché ha trasformato la città in un libro a cielo aper- to. Non solo il centro, ma anche la periferia. Ha contribuito a far conoscere Leida in tutto il mondo. Abitando lì ti senti bene perché camminare per strada e leggere poesie in tutte le lingue ti lascia un’emozione importante. Ho sempre pensato di riuscire ad esportare questo progetto a Bergamo e ora ci sto provando davvero». Per farlo non basta la buona volontà. Servono braccia, fondi e soprattutto muri ben visibili da chiunque passeggi per strada. «Nella mia testa mi piacerebbe che fossero gli studenti a realizzare questa cosa e per questo motivo siamo alla ricerca di volontari. Ovviamente non basta, perché servono soprattutto i muri. Abbiamo bisogno di trovare un certo numero di case, distribuite nelle varie aree della città, per riempirla in maniera omogenea. Ci siamo anche confrontati con Hetty Leijdekkers, che fa parte dell’associazione che ha lanciato il progetto a Leida. Si è detta felice che qualcuno segua il loro esempio e si è dimostrata disponibile - a nome dell’associazione - a dare una mano a Carmina Muralia nella realizzazione del progetto a Bergamo».


Il primo muro entro il 2020

Sul sito internet www.carminamuralia.com (sono state lanciate anche le pagine social su Facebook, Instagram e Youtube) si possono consultare tutte le aree individuate e le prime poesie divise per origine dell’autore. L’obiettivo è scrivere la prima poesia entro il 2020. «Potendo contare sul coinvolgimento di enti pubblici e privati, si potrebbero individuare almeno 50 edifici del centro (Città Alta e Bassa) per dare il via all’idea, mettendo all’opera i volontari che dovrebbero essere coinvolti direttamente nella realizzazione del programma. Per trovare le case adatte, si potrebbe verificare se esistono strutture di proprietà di enti pubblici che si possono adattare alla situazione, ma allo stesso tempo sarà lanciata una proposta per vedere la propria abitazione come una delle “pagine” di un libro a cielo aperto chiamato Bergamo. Una volta raggiunto l’obiettivo minimo, il progetto potrebbe comunque proseguire a tempo indeterminato, magari coinvolgendo pure la provincia e le scuole del territorio, rendendo dunque la Bergamasca luogo di costante ricerca e sperimentazione letteraria. Allo stesso modo, accanto a poesie di artisti famosi, si potrebbe pensare di dedicare alcuni spazi a poesie prodotte dagli stessi studenti delle scuole della città, valutate da un’apposita commissione e con in palio la possibilità di vedere il proprio testo restare per sempre impresso sui muri. Non come un murales improvvisato ma come installazione artistica permanente».

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© Foto home by Antonio Milesi

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